SALAATTESA

Il talk di Radio Contatto

Tutti i lunedì alle 18 con Martino e Fabio affrontiamo un tema, senza pretendere di insegnare alcunché, ma semplicemente perché pensiamo sia doveroso "parlarne".

Il nostro obiettivo è mettere a disposizione il microfono soprattutto alle persone che non spesso vengono interpellate.

Nella nostra Sala d'Attesa è ben accetto chi vuole regalarci, con garbo, la sua opinione e chi accetta di metterla almeno in discussione.

SALA D'ATTESA - PUNTATA 6

Tatuaggi e Cicatrici

Nella precedente puntata di Sala d'Attesa abbiamo parlato di tatuaggi in compagnia della dottoressa Antonella Olivo (psicologa) e di Claudio Ciliberti (Tribal Tattoo Torino).

Il tatuaggio non è semplicemente una moda ma un mezzo per esprimere un cambiamento, Claudio ha affermato che "il tatuaggio è una cartolina che mandi a te stesso": la pelle è in questo caso una tela dove l'inchiostro "ferma quel preciso attimo della vita che vuoi ricordare".

La D.ssa Olivo ha invece sottolineato che il tatuaggio esiste da sempre e che un processo psicologico. La "distorsione cognitiva", può portarci all'errore attribuendo agli altri un pensiero che invece siamo noi stessi "a pensare".

Quello che quindi molto semplicemente chiamiamo "stereotipo" ha un motivo psicologico.

 

Ma per sapere meglio di tutto ciò non ci resta che collegarvi lunedì 12/11 alle 18. Questa volta oltre ai tatuaggi parleremo di cicatrici: le cicatrici sono segni sulla nostra "tela" che non abbiamo scelto. Se quella tela viene guardata "dall'interno" possiamo cercare tutte le date di ogni singolo evento e ripercorrerle grazie ai ricordi. Se lo vogliamo, s'intende.

Lunedì fateci compagnia: bella musica e qualche pensiero "di gruppi" con Martino, Fabio, la D.ssa Antonella Olivo e Claudio Ciliberti.

20/02/2017, 15:31

musica, nuovauscita, Julitha Ryan, Bonfire



JULITHA-RYAN-"Bonfire"


  La canzone anticipa l’uscita di "The Winter Journey", nuovo disco dell’onirica songwriter australiana previsto per il 20 febbraio su etichetta Atelier Sonique. A marzo in Tour in Italia



"Bonfire" è il nuovo singolo di Julitha Ryan, songwriter australiana in uscita il prossimo20 febbraio su etichetta Atelier Sonique con il disco "The Winter Journey". La pubblicazione italiana del lavoro verrà anticipa da un release party a Melbournedomenica 19 febbraio; sul palco con lei anche Mick Harvey, ex componente dei Bad Seeds di Nick Cave. Ryan sarà invece in Italia a marzo per una serie di concerti. Ecco le date:

11 mar - Arci Orchidea, Santa Margherita Ligure (GE)
12 mar - Ligera, Milano
15 mar - Aurora Live, Livorno
16 mar - Il Viandante, Carrara
17 mar - Freadom, Battipaglia (SA)
18 mar - il Progresso, Firenze
20 mar - Il Fico, Cremona
24 mar - Arci La Loco, Osnago (LC)
25 mar - In Disparte, Bergamo

Il secondo disco di Julitha Ryan, all’insegna di un pop pianistisco maestoso e fluttuante, nasce lungo l’asse Australia-Italia grazie alla collaborazione con Giovanni Calella (Adam Carpet, Kalweit and the Spokes), che ha coprodotto le otto tracce, e alla partecipazione di una local band tutta italiana formata da Pier Adduce (chitarra) ed Enrico Berton(batteria) dei GuignolMassimiliano Gallo (violino) e Henry Hugo (chitarre, mandolino e steel guitar), che accompagnerà Ryan anche nel tour.

"The Winter Journey" arriva a quasi cinque anni di distanza dal precedente "The Lucky Girl" e segna un’evoluzione del Julitha-sound. L’inserimento di parti elettroniche, spesso liquide e psichedeliche, regalano maggiore lucentezza ai brani, tutti costruiti attorno al pianoforte e alla voce della titolare, già al lavoro con il trio strumentale Silver Ray e con la versione australiana dei Fatalists di Hugo Race. E’ proprio questa la collisione, feconda e spesso inattesa, fra due mondi sonori provenienti dalle stesse radici musicali che hanno poi preso percorsi diversi: da una parte quello di Julitha Ryan, eccentrico, quasi cameristico e molto intenso, una versione del tutto autonoma del songwriting aussie; dall’altro il suono elettrico, folk, post-punk, elettronico dei suoi compagni di viaggio europei.
Il tutto forma una suite di otto brani che si dispiegano fra brucianti chitarre elettriche, pedal steel polverosi, sintetizzatori dolcemente sognanti, archi, ottoni e cori interamente maschili.

Sacerdotessa di un rave spirituale, onirico mezzosoprano di un angusto cabaret metropolitano, regina di una Barrelhouse che al termine dell’ultima canzone crolla inerme sul suo pianoforte, Julitha Ryan è questo e molto altro. Una musicista capace di mettersi a nudo e ghermire il pubblico con il suo potere trascendente portandolo in un altrove ammaliante. Qualcuno ha definito le sue canzoni "groovy hallelujah music; soulful, howling but effortlessly graceful". E ad ascoltare "The Winter Journey" pare proprio che questa definizione calzi a pennello.


Link
http://www.julitharyan.com




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